L'anno della speranza
Gian Marco compirà quattro anni il 28 gennaio 1997.
E' un bambino vivace, ama la musica, ma purtroppo è molto malato,infatti poco tempo fa gli è stata diagnosticata una forma sconosciuta di leucodistrofia muscolare, una malattia che può portare anche alla morte. Purtroppo il bambino non riesce più a camminare e tra poco potrebbero insorgere nuovi gravi problemi. GianMarco abita a Taranto, vicino alla casa di Alessandro Marescotti, il fondatore di Peacelink, che ha deciso di occuparsi del caso del bambino. Grazie a questa associazione Gian Marco dispone di una propria casella di posta elettronica (gianmarc@freeworld.it) e di una home page. E' da questo momento che, attraverso Internet, centinaia di volontari e non cercano di trovare una cura per la sua malattia. Hanno risposto da tutto il mondo, dal Giappone, dall'Olanda, dagli Stati Uniti ; un gruppo di persone nel Nord America prega per lui quotidiamente, ma nessuno è riuscito a trovare una cura che sembra sempre più lontana e irraggiungibile. Ormai le uniche due speranze sono legate ad una cura di un medico barese e ad alcuni studi che stanno portando avanti dei medici olandesi contattati via Internet. "Non so come ringraziare i volontari di PeaceLink - racconta la mamma - dopo il loro intervento si è riaccesa la speranza: dalla rete Internet abbiamo ricevuto tanta solidarietà, da tutto il mondo, e numerose segnalazioni. Purtroppo non abbiamo ancora trovato nessuno in grado di dirci come curare il nostro bambino. Il nostro numero di telefono è 099-7365851. Non chiediamo soldi, desideriamo solo che l'informazione circoli, per salvare il nostro bambino." A Gian Marco è stato anche dedicato un convegno il 26 e 27 ottobre a Taranto, con il bambino come ospite d'onore. Giovanni Pugliese, segretario di PeaceLink, e` chiaro:
"Dopo che la USL tarantina ha rifiutato il riconoscimento dell'invalidità totale al piccolo Gianmarco, i regali che abbiamo consegnato al bambino, durante il nostro congresso, rappresentano un "ceffone non violento" a quelle istituzioni che negano al bambino anche l'ultima speranza. La famiglia si basa sullo stipendio del padre, operaio, e spende quasi due milioni al mese in medicine." Ma i responsabili sembrano non sentirci e sostengono di aver soltanto applicato la legge: "La commissione - ha detto il prof. Ricapito - non ha alcun interesse a negare un'invalidita'. Abbiamo applicato solo le disposizioni di legge. D'altra parte - ha continuato - ci sono dei mezzi legali che possono correggere gli eventuali errori umani". Speriamo che il 28 gennaio 1998 Gian Marco possa ancora sorridere, e spegnere le candeline sulla torta per il suo quinto compleanno con l'aiuto dei suoi genitori e dei suoi fratelli.
Luca Moretti
