In La Jetée di Chris Marker, come in Twelve Monkies (Il Mistero delle dodici scimmie) o in Terminator il sistema temporale del labirinto rimane eternamente bloccato in un circuito perfetto. Per Tarkovskij non gli istanti, ma solo i liquidi utili all´operazione corrosiva possono scorrere nella Zona dello Stalker: mutano la materia senza lasciar trascorrere il tempo, intrappolato nel labirinto, che pone un sigillo allo stato di deperimento delle cose, bloccando anche l´azione della morte, sempre collegata agli universi di smarrimento dei labirinti. Una risposta malata al bisogno dell´uomo di sopravvivere alla morte, che di per sé sarebbe già patologico ed innaturale rispetto all´accettazione di essa. L´arrivo al centro del labirinto simboleggerebbe il completamento del percorso con la morte, ma questa viene trasfigurata dalla speranza in una palingenesi, che ripropone un nuovo labirinto, talvolta legato al culto per la Tecnica. (Junger, p.100-109-119)