GREENAWAY´S INFERNO




L´effetto che riescono a creare, dapprima formalmente, e poi anche nel contenuto, impedisce l´uscita dello spettatore dalla regnatela, egli non potrà mai completare la decifrazione dei rimandi e delle connessioni scatenate dagli accostamenti riversati in Prospero´s Books.

    Il labirinto con Greenaway diventa un luogo dove si svolge un intrigo poliziesco alla ricerca dell´uscita.
Questa assenza è un´aporia che testimonia dell´impossibilità fenomenologica di acquisire una rappresentazione precisa della natura e quindi di risolvere il mistero che ci costringe ad aggirarci nel giardino di Compton House o nel nostro stesso labirinto quotidiano.
L´itinerario segue un andamento rizomatico, cioè il regista bada ad inanellare le sue ossessioni, unendo temi, argomenti e discipline che sono punti periferici di uno stesso sistema. Tutto il percorso si avvale di ogni possibilità tecnica di riproduzione di immagini nel tentativo di indovinare il mistero della realtà, pertanto il fallimento della ricerca coinvolge anche i mezzi di percezione del mondo, delegittimandoli. L´impossibilità di raccontare la natura, svelandola nella sua matericità porta con sè l´irrisione delle vane speranze di lasciare almeno vaghe tracce, che attestino l´esistenza. Una beffa sviscerata con le ibridazioni fantastiche di A Zed and Two Noughts, che porterà a irridere anche alla ricerca del più originario come fondamento.
        La struttura dei film produce sempre nuove stanze e percorsi, finché le informazioni non passano dal centro, abbandonando così la struttura a rizoma. Questo centro è una sorta di arcano buco nero, che impedisce l´uscita di qualunque collegamento verso l´altrove. Quindi qualunque elucubrazione svanisce ponendo fine al film senza lasciargli scampo dall´intrico, che si ripropone nel successivo labirinto/film. Infatti quando il racconto delle opere di Greenaway giunge nei pressi della stanza centrale, la morte pone fine al dipanarsi dell´intreccio.

È un andamento beffardo, perché attraverso la logica si prende gioco della ragione: la razionalità nulla può contro la forza della costruzione numerica fatale. Questo assunto è più evidente nella spinta a completare la serie contenuta in Drowning by numbers, ma era già presente nel tentativo del pittore di Draughtman´s Contract di imbrigliare l´arcano della natura attraverso i labirinti conosciuti dei retini attraverso i quali duplicare la realtà nell´arte: non si esce da nessuno dei due meandri, quello reale e la sua rappresentazione.

Neanche consumandoli attraverso la duplicazione operata per ottenere la conseguente consunzione, ottenuta con la riproduzione della decomposizione del doppio allo scopo di annullare l´apparenza speculare e potersi tuffare nell´unità.

E allora il labirinto assume le forme arrotondate del Pantheon in The Belly of the Architect ed i colori malati e corrotti del fascismo dell´aristocrazia romana, senza riuscire a trovare quell´equilibrio rappresentato dall´oscilloscopio. Un´apparenza che in A Zed and two Noughts si dipana in percorsi intrecciati che simulano quadri di Vermeer e simmetrie forzate su cui la natura labirintica ha alla fine la supremazia grazie alla sua imprevedibilità.

    Fallisce il sacrificio inscenato per dimostrare il teorema assunto come proprio dai gemelli dello Zoo di Venere, componente beffata dell´intreccio (che in ogni film di Greenaway conduce una sua ricerca culturale antitetica a quella alla fine trionfante più dissacrante e culturalmente libera nel senso naturale del termine), e non si conclude secondo le previsioni a causa delle lumache, che sono esseri ermafroditi e dunque contrapposti alla duplicità evocata dai gemelli.

Quasi che per raggiungere l´uscita si debba seguire il mito del minotauro, il sacrificio invece si compie in The Cook, the thief, his wife and her lover e in The Baby of Maçon. In questi due film si accentua ancora il manierismo, che trova la sua massima espressione nel movimento del carrello in un interno.

Questo luogo retorico, cifra del cinema di Greenaway, era in Draughtman´s Contract un´oscillazione su un banchetto che si concludeva nella propria penombra,
mentre nelle opere più mature si rivela gradualmente un ambiente (artificiale in The Baby of Maçon e in Prospero´s Books, tra il realista ed il teatrale in The Cook, the thief, his wife and her lover), composta di dati , indizi, stratificazioni, di quinte sceniche, approfondimenti prospettici,
che centuplicano il senso claustrofobico del primo film e contemporaneamente affascinano lo sguardo al punto da non voler più uscire dalla costruzione colta, inventata usando citazioni dotte.


Sono situazioni ambientali messe in una serie, come quelle numeriche di Drowning by numbers, che compongono un piacevole quanto ridondante labirinto di rimandi, che si scatenano in Prospero´s Books attraverso apparizioni attraenti di mondi chimerici e magici dei video, all´interno dei quali si producono altri mondi labirintici, fatti di accumulazioni, apparentemente in opposizione tra loro ed invece intrecciate per giungere alla dissoluzione del procedimento strutturalista, fondato sulla differenza.



    Greenaway ironizza sul tentativo di rintracciare l´origine in quella classicità che scopre la dicotomia tra follia teratologica (Minosse) e ragione (Teseo) proprio nel labirinto di Minosse.


È impossibile uscire da questa malia, che in Greenaway dà luogo alla catalogazione ossessiva.
Un labirinto che ammalia con le sue immagini mutevoli, i suoi rimandi e che cattura nella sua ragnatela di parole e frasi scritte sullo schermo o sulla pelle di Pillow´s Book, una traduzione del romanzo di Shei Shonagon, dove si esce dalla propria fisionomia. In un sussulto bodyartistico si fa della propria epidermide un oggetto tipografico che non termina più, non trova un suo epilogo, evidenziando che è l´arte il senso della ricerca di Greenaway, un motivo irrazionale dato che in partenza si sa che non si otterrà nulla da una chimera.

Ciò che colpisce maggiormente è la determinazione ad approfondire il testo, esplorandolo fino a far scaturire orizzonti inaspettati, che scatenano un nuovo labirinto di riferimenti, pronti a dare vita al nuovo gioco enigmistico di un nuovo film.