Nel mito greco, il labirinto, appare come una prigione da cui non si può fuggire. Nell´Eneide, si insinua che il labirinto nasconda l´entrata dell´Ade. Nel Mahabharata, esso rappresenta una fortificazione con feritoie utilizzata nella battaglia di Kurukshetra, mentre nel Ramayana è il castello inespugnabile in cui si rifugia il demone Ravana. Per l´arte tantrica, il dedalo è il citta, l´aspetto mentale dello spirito. Gli Indiani d´America ritengono che esso sia il passaggio da cui emergono ed entrarono nel mondo i loro antenati. In certe regioni africane, esso assume la forma di una giostra strategica. Per l´uomo medievale, è la strada di Troia o di Gerusalemme, la via di un pellegrinaggio alla fine del quale ci si deve orientare nuovamente. Dell´antico labirinto egizio situato nei pressi del lago Moeris si diceva fosse una specie di matrice che rifletteva la struttura dell´universo. In Corea, è un labirinto a contenere il più antico testo buddhista e a rifletterne forse il senso occulto. Infine, sembra che l´antichissimo calendario di Tiahuanaco, al pari di quello di Cnosso col ¨volteggio sulla groppa del toro¨, ricolleghi la struttura del labirinto a quella del tempo. (P.Conty, Labirinti, p.15, PiEmme Ed.)