Jack Torrance non ha spessore storico rintracciabile in un´epoca anteriore al ricevimento del ´21, né esiste dopo se non come evanescente stereotipo destinato a ripetere l´orrore. Quindi qui il labirinto temporale di The Shining non rassicura come in Back to The Future o Terminator: in questo caso non inquieta come Stalker, terrorizza instillando il dubbio che si possa ripetere la storia. E ciò non avviene perché si sia persa memoria, poiché tutti ricordano cosa è avvenuto, pur non comprendendo a fondo gli eventi capitati all´Overlook Hotel, al contrario: si ha ben chiaro che, prima di ripetere la storia, si deve far riemergere la memoria per trovare l´uscita dal dedalo che si propone sotto forma di modellino, giardino, costruzione zeppa di corridoi. Dunque Nicholson/Torrance è il labirinto stesso: incarna lo spirito dell´Hotel e non puņ tracendervi. Il tipo di meandro è quello che si definisce Irrgarten, dove tutti i percorsi portano ad un punto morto, tranne uno che però è destinato a Danny (il ragazzino), essendo Jack il Minotauro stesso, condannato a rimanere recluso, bloccato nel tempo, come Albertazzi nel castello di Marienbad.