LA RIVOLUZIONE DEL PAID PER CONNECT
Pagati per navigare? Si, grazie…
Al momento è uno degli slogan che va per la maggiore sugli "schermi" di Internet. Nel mondo della rete, dove vige quasi ovunque la regola del "tutto gratis", qualcuno è addirittura disposto a pagare il navigatore solo per quello che fa abitualmente: stare online.
A prima vista sembra fantascienza. E' come se all'improvviso ci chiedessero se vogliamo essere pagati per trascorrere una serata con gli amici o per portare a spasso il nostro cane. La reazione sarebbe istintiva: "Impossibile! Non ci credo…!"
Formati alla regola del "nessuno ti dà niente per niente" è quasi naturale voltarsi dall'altra parte di fronte a certe iniziative.
Eppure, stavolta, vale forse la pena capirne un po’ di più. Non fermarsi cioè all'apparenza, non giudicare senza aver veramente provato, visto che "tentar non nuoce" ma, soprattutto, non costa nulla: rispetto a miriadi d'altre proposte, in questo caso, il navigatore non dovrà sborsare una lira di tasca sua, né mettere alcuna firma, né rilasciare dati tipo carta di credito.
La domanda nasce spontanea: "E allora, cosa ci chiedono in cambio?"
Semplicemente un po’ di spazio. Poco più di un centimetro dello spazio che usiamo per navigare o per scaricare la posta, per chattare o per fare qualsiasi cosa online.
Lo scambio sembra più che equo.
Quello spazio sarà occupato da una piccola finestra pubblicitaria. E' alta appunto poco più di un centimetro e lunga quanto lo schermo o anche meno. Si pone alla base del monitor, non è intrusiva, non rallenta la connessione. Si adatta a qualsiasi programma (senza coprire cioè alcuna applicazione in uso) e non fa altro che trasmettere al suo interno dei banner pubblicitari come quelli che incontriamo a frotte nei siti della rete. Un decimo del nostro schermo dedicato alla pubblicità in cambio di circa 1000 lire per ogni ora di navigazione. Il nostro tempo online scorrerà lieto esattamente come prima. Anzi, di più, visto che si potrà navigare finalmente liberi dallo spettro della bolletta telefonica.
Il concetto è esattamente lo stesso per cui possiamo vedere le TV private senza pagare il canone che versiamo invece alla RAI. Si tratta di un'idea semplice applicata ad un settore (quello della pubblicità online) che si sta sviluppando concretamente solo oggi. E come tutte le idee semplici rappresenta una vera e propria rivoluzione che ci porterà nel giro di qualche tempo a navigare completamente gratis.
Oggi rappresenta una forma di risparmio straordinaria che può diventare addirittura una forma di guadagno. Come? Semplicemente col passaparola. Dopo aver utilizzato il servizio, averne appreso i meccanismi ed ottenuta inevitabile soddisfazione, l'utente ha cioè la possibilità di guadagnare per la "promozione" che ne farà informando le persone che conosce e che ritiene potenzialmente interessate all'utilizzo del sistema. In pratica il navigatore verrà rimborsato in percentuale (con diversi livelli di profondità) anche per le ore online degli utenti che aderiranno al sistema grazie a lui. Queste società non si pubblicizzano sui normali canali (tv, giornali, radio). La loro pubblicità è proprio il passaparola e l'entusiasmo di chi usa il loro sistema. Ecco perché, come stimolo ulteriore, hanno deciso di versare agli utenti stessi il denaro che avrebbero dovuto investire in pubblicità: non solo ci pagano per stare online, dunque, ma anche per ciò che abitualmente facciamo quando scopriamo sulla rete un servizio particolarmente interessante: informarne amici e conoscenti.
La novità del paid per connect (così l'abbiamo ufficialmente battezzata) merita uno spazio che va ben oltre questo articolo. Per fornire agli utenti di telelavoro un quadro chiaro e preciso di queste proposte stiamo perciò realizzando un sito apposito nel quale discutere sull'argomento con dovizia di particolari. Nell'arco di questi mesi abbiamo monitorato il settore, aderendo a tutte le società che propongono questi sistemi. Ad oggi sono parecchie decine. Ma si contano sulle punte delle dita quelle che in Italia stanno attualmente pagando davvero, quelle che ogni giorno dimostrano completa affidabilità, quelle che hanno un assegno già pronto da spedire il prossimo mese a chi inizia oggi. Le altre hanno portato solo una ventata di confusione e scetticismo, annebbiando in parte le credenze sul valore generale di questo servizio. Un servizio che in realtà esiste e che risponde al nome di alcune precise realtà aziendali.
Attraverso il nostro spazio web dedicato al paid per connect vi forniremo una guida per indirizzarvi solo verso queste società (dalle quali abbiamo già ricevuto i primi assegni!). Un modo per evitare agli utenti di telelavoro inutili perdite di tempo e di fiducia. Il nostro obiettivo finale, sfruttando queste proposte, è quello di offrire (sempre gratuitamente) un pacchetto che possa portare il telelavoratore ad utilizzare la nuova tecnologia ADSL (per una velocità di navigazione 10 volte superiore all'attuale ISDN) senza spendere mai una lira.
Il sito sarà online (www.telelavoro.it/paidperconnect) entro marzo 2000, pronto a darvi i consigli giusti e a ricevere le vostre mail sull'argomento.
Questa volta la rivoluzione è davvero a portata di mouse…
Massimo Cuomo
Responsabile paid per connect CIPT
massimo.cuomo@telelavoro.it