Cresce la protesta in Serbia

CHI SONO I RAGAZZI DEL "OTPOR"

Il movimento OTPOR, il che vuol dire RESISTENZA apparve per la prima volta
nell'autunno '98, naque con le proteste fatte dagli studenti universitari di Belgrado
contro la nuova legge con la quale il regime aveva abolito ogni
indipendenza dell'Università, costretto i professori all' ubbidienza totale
e nei fatti effettivamente attaccato il movimento studentesco.
La ragione dietro la legge era appunto: prevenire qualsiasi protesta di massa
(come quelle viste a Belgrado nel '96/97) e specialmente prevenire la partecipazione
coordinata degli studenti.
Le proteste del '98 non sono riuscite a bloccare la legge. Comunque, il
movimento di resistenza nato con quelle proteste esiste ancora oggi ha visto in
questi 20 mesi uno sviluppo considerevole. Di quella che era cominciata come
una protesta di un gruppo assai limitato di studenti dell'Università di
Belgrado abbiamo oggi un movimento popolare con sezioni locali in 120
posti per tutta la Serbia. Al inizio era un movimento esclusivamente di
studenti universitari, dopo il congresso nazionale (tenuto a Belgrado
lo stesso giorno mentre il regime teneva il congresso del partito al
potere) OTPOR si è trasformato in movimento popolare, dunque non più
degli studenti ma di tantissimi cittadini pronti a resistere al regime.

Il segno riconoscibile di OTPOR è il pugno - un segno identificato da
sempre con movimenti di resistenza alla oppressione. Il regime di
Milosevic, invece, vuole attribuire a quel segno un significato
fascista!!!
Che cosa fanno le sezioni di OTPOR?

La loro strategia e: creare le onde (make waves) e attrarre attenzione
pubblica il carattere vero del regime e la sua faccia disumana.

Come lo fanno?

Con dei happening molto creativi, pieni di fantasia, ed ironici. Per
esempio: siccome il regime insiste esagerando (nella TV controllata)
il suo ruolo positivo nella ricostruzione del paese distrutto
nei bombardamenti così nascono le barzellette sui ponti costruiti in
una settimana sola - una sezione dell'OTPOR ha organizzato la festa di
inaugurazione del ponte prodotto dalla technologia stealth (naturalmente
invisibile). I loro poster, i loro volantini sono dappertutto...

Cosa succede?

Succede che i bambini piccoli, (età 10-12) si mettono a raccogliere i
sticker di OTPOR invece di quelli di giocatori di calcio... succede che
nelle piccole città dove tutti si conoscono un ragazzo non può trovare
compagnia femminile se non è attivista di OTPOR... succede che i loro
bagget e le maglie con il pugno riconoscibile sono diventati gli oggetti più
ricercati... succede che la polizia, appoggio più forte del regime,
continua ad imprigionare almeno un attivista al giorno... succede che
"gli sconosciuti" attivisti dei partiti di potere attaccano fisicamente,
anche con delle armi, gli attivisti dell'OTPOR, in piena luce e davanti
molti cittadini testimoni... succede che la polizia chiude gli occhi
davanti a questi assalti ... succede che il viso fascista del regime si
rivela e si espone quale veramente è...

Che cosa stanno facendo ora?

Il giorno, 13 maggio 2000. è la Festa della sicurezza, la festa della
polizia yugoslava. Siccome il regime li ha proclamati "terroristi"
(anche se non hanno mai usato ne proclamato nessun tipo di violenza) gli
attivisti di OTPOR hanno deciso di segnare quel giorno arrendendosi alle
forze di sicurezza (leggi: polizia). Così il sabato prossimo gruppi di
100 o 200 attivisti di OTPOR in molte città di Serbia cercheranno di
arrendersi (da bravi "terroristi") alla polizia. Alla vigilia di quel
giorno hanno perciò sospeso quasi tutte le altre attività e si stanno
preparando...
Chi da loro appoggio?

Prima di tutto, la società civile, le ONG, perché si tratta di
resistenza di tutti quei cittadini, uomini e donne
a un regime che li sta soffocando
e ammazzando oramai da dieci anni.
Come tutti gli altri partiti di opposizione
democratica, perché l'azione di OTPOR è per loro un favore non misurabile...

Che cosa ci vuole adesso?

Ci vuole un appoggio della società civile internazionale, di tutti quelle persone
che disdegnano ogni oppressione, di quelli che sono a favore del mondo
civile , per cittadini, a misura di cittadini...

Traduzione a cura di Danica Razlag